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	<title>Italy Yacht Charter-viaggi e vacanze in barca e yacht di lusso &#187; Navigando sotto le stelle</title>
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	<description>I migliori yacht charter e le più belle destinazioni per vacanze in barca</description>
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		<title>Gli antichi e la navigazione</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 14:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La navigazione è una forma d&#8217;arte, e già gli antichi Romani, che come quasi sempre seguivano a ruota i Greci, definivano la navigazione come ars navigandi. Se si riflette un attimo, magari andando indietro con la memoria alla nostra <strong>prima volta in barca</strong>, è facile comprendere quanto dovesse essere difficile per gli antichi portare una barca da un punto A ad un punto B molto distante. Essi non avevano nessuno degli strumenti che si utilizzano oggi per la cosiddetta <strong>navigazione stimata</strong>, che si basa sul calcolo di direzione, velocità e tempo mediante bussola, solcometro e cronometro. Un esempio per tutti basterà a chiarire il concetto: nei secoli passati l&#8217;attuale punto nave veniva chiamato &#8220;punto di fantasia&#8221;&#8230;</p>
<div id="attachment_86" class="wp-caption alignleft" style="width: 362px"><img src="http://www.italyachtcharter.com/wp-content/uploads/2009/10/navigazione-antichi.jpg" alt="Gli antichi e la navigazione in un bassorilievo" title="navigazione-antichi" width="352" height="200" class="size-full wp-image-86" /><p class="wp-caption-text">Gli antichi e la navigazione in un bassorilievo</p></div>
<p>Gli antichi navigavano il Mediterraneo stagionalmente, cioè in un periodo ben definito di tempo da marzo a novembre, mentre negli altri mesi (periodo che i Romani chiamavano Mare Clausum) continuavano a navigavare, con molta attenzione, solo le piccole imbarcazioni o le imbarcazioni militari.<br />La navigazione era inoltre di breve-medio raggio, ed è un fatto facilmente comprensibile pensando che l&#8217;esperienza di ciascuno era limitata a poche rotte, dovendosi navigare praticamente a vista, con l&#8217;ausilio cioè di riferimenti paesaggistici o ambientali che venivano riconosciuti durante la navigazione.<br />
L&#8217;esperienza pratica, derivata cioè dalla vita in mare e dal continuo contatto con gli elementi, e quella tramandata di generazione in generazione, &#8220;addestravano&#8221; i giovani alle rotte ed ai segreti del mare, dei venti, delle correnti, dell&#8217;evoluzione meteo, dell&#8217;<a href="http://www.italyachtcharter.com/navigando-sotto-le-stelle/navigando-sotto-le-stelle" target="_blank" title="Navigando sotto le stelle">astronomia</a>, concorrendo a sviluppare in loro una sorta di &#8220;sesto senso&#8221;. Questo &#8220;potere&#8221;, per gli antichi al limite del sovrannaturale, è stata la fortuna, economica e militare, di questa o quella Repubblica, di questo o quel Signorotto, di questo o quell&#8217;Impero. Storicamente parlando, infatti, chi era in grado di dominare il mare aveva il controllo sia militare che commerciale del piccolo mondo allora conosciuto.</p>
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		<title>La Costellazione del Leone</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 10:48:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bene, ora sappiamo come fare a trovare il nord durante una notte in yacht senza l&#8217;aiuto di strumenti elettronici o bussole. E sappiamo, almeno dai tempi dei fumetti delle Giovani Marmotte, che guardando il nord alla nostra destra c&#8217;è l&#8217;est, a sinistra l&#8217;ovest ed alle spalle, ovviamente, il sud.

Ed è proprio ad est che andremo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bene, ora sappiamo come fare a trovare il nord durante una <strong>notte in yacht</strong> senza l&#8217;aiuto di strumenti elettronici o bussole. E sappiamo, almeno dai tempi dei fumetti delle Giovani Marmotte, che guardando il nord alla nostra destra c&#8217;è l&#8217;est, a sinistra l&#8217;ovest ed alle spalle, ovviamente, il sud.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-53" title="Le leonidi nel 1966" src="http://www.italyachtcharter.com/wp-content/uploads/2009/10/leonidi-1966.jpg" alt="stella-polare" width="300" height="330" /></p>
<p>Ed è proprio ad est che andremo a scoprire una nuova costellazione, quella del Leone. Prolungando infatti le stesse due stelle viste per ritrovare la Polare questa volta verso il basso del &#8220;pentolino&#8221; costituito dalla coda dell&#8217;Orsa Maggiore, la prima che incontriamo è proprio la <strong>costellazione del Leone</strong>, con la caratteristica forma di una falce o di un punto interrogativo. La stella più luminosa è Regolo, proprio alla base della falce che ne costituisce la testa, mentre altra stella importante è sulla punta della coda, Denebola, dall&#8217;arabo deneb alased, ovvero la coda del leone&#8230;<br />
Perché parliamo della costellazione del Leone? Beh, perché a metà novembre va in scena uno degli spettacoli più seguiti dagli astrofili di tutto il mondo, le <strong>stelle cadenti</strong> dello <strong>sciame delle Leonidi</strong>. Il 17 novembre, infatti, da una zona situata più o meno al centro della falce del Leone, si irradia uno sciame che dà vita ad uno spettacolo che, in certi anni, è stato davvero indimenticabile. Nel 1966, ad esempio, si contarono diverse centinaia di stelle cadenti al secondo! Nel 2009 la <a href="http://science.nasa.gov/headlines/y2008/04dec_leonids2009.htm" target="_blank">NASA</a> prevede che potranno essere visibili intorno alle 22.30-23.00 circa 500 meteore per ora. In ogni caso, lo spettacolo vale un&#8217;<strong>uscita in barca</strong>, tempo permettendo, anche perché sarà Luna nuova il 20, e cioè lo sciame sarà visibile nelle migliori condizioni di buio, senza il disturbo della luce lunare.</p>
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		<title>Navigando sotto le stelle&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 12:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Navigando sotto le stelle]]></category>

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Una notte in yacht&#8230; uno dei momenti migliori per godersi un cielo buio e terso, specialmente se la nostra rotta ci ha portato lontano dalla costa e dall&#8217;inquinamento luminoso delle grandi città.
Di certo, per chi non è abituato, la visione del cielo notturno è una meravigliosa sorpresa: centinaia e centinaia di piccoli puntini luminosi fanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p>Una <strong>notte in yacht</strong>&#8230; uno dei momenti migliori per godersi un cielo buio e terso, specialmente se la nostra rotta ci ha portato lontano dalla costa e dall&#8217;inquinamento luminoso delle grandi città.</p>
<p>Di certo, per chi non è abituato, la visione del cielo notturno è una meravigliosa sorpresa: centinaia e centinaia di piccoli puntini luminosi fanno da contraltare alla sterile visione del cielo dal proprio appartamento in centro, quando con sforzi quasi sovrumani è possibile contare una decina di stelle immerse in un cielo lattiginoso&#8230;</p>
<p>Ma da dove cominciare se si vuole sfruttare per <strong>navigare di notte in yacht</strong> la più grande guida che Madre Natura ci offre? Beh, innanzitutto bisogna sapersi orientare, trovare un punto di riferimento e, a meno che non si navighi proprio sull&#8217;equatore, il punto c&#8217;è ed è facilmente indiviuabile: la Stella Polare!<br />
Alle nostre latitudini, circa 40-42 gradi a nord dell&#8217;equatore, la Stella Polare è sempre visibile a circa&#8230; 40-42 gradi sopra l&#8217;orizzonte&#8230; Infatti, essendo la Polare impercettibilmente vicina al polo nord terrestre, ci sembra ferma ad un&#8217;altezza pari alla latitudine del luogo. Essa fa parte della costellazione dell&#8217;Orsa Minore, costituendone la punta della coda. Per cercarla però, siccome le stelle dell&#8217;Orsa Minore sono molto deboli, ci faremo guidare dall&#8217;Orsa Maggiore, una delle costellazioni che, alle nostre latitudini, è meglio visibile e circumpolare, ovvero non tramonta mai.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-53" title="stella-polare" src="http://www.italyachtcharter.com/wp-content/uploads/2009/09/stella-polare1.jpg" alt="stella-polare" width="365" height="321" /></p>
<p>Se siete proprio a digiuno di costellazioni, guardando in alto nel cielo vi capiterà senz&#8217;altro di essere attratti da sette stelle che, unite da una immaginaria linea, formano una sorta di &#8220;mestolino per il latte&#8221;&#8230; Ebbene, è la parte posteriore dell&#8217;Orsa Maggiore, con le tre stelle del manico che ne formano la coda. Se si uniscono con una linea le prime due stelle del mestolino, Dubhe e Merak, e si prolunga tale linea per circa sette volte verso l&#8217;alto, si incontrerà una stella, che è proprio la nostra <strong>Stella Polare</strong>.<br />
Una curiosità: i romani chiamavano queste sette stelle i &#8220;sette buoi&#8221;, in latino septem triones, da cui&#8230; settentrione.</p>
<p>Ora sappiamo come riconoscere il Nord senza bussola&#8230; alla prossima!</p>
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